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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Società straniere in Italia: sostituti d’imposta solo con stabile organizzazione
31
lug
2019

Con risposta ad Interpello n. 312 del 24 luglio 2019 l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in merito all’obbligo eventuale, ricadente su una Società Spagnola con un dipendente in Italia, di operare come sostituto d’imposta in assenza di una stabile organizzazione.
Il parere – apparentemente innovativo rispetto al passato - viene formulato richiamando l’art. 23 c. 1 del DPR n. 600 del 1973 che individua, fra i sostituti d’imposta (obbligati quindi al versamento delle ritenute) "enti e le società indicati nell'articolo 87 (ora articolo 73), comma 1”, del TUIR.
Stando al disposto della norma, fra i soggetti che rivestono la qualifica di sostituti di imposta, rientrano anche i non residenti nel territorio dello Stato.
Tuttavia, con un successivo richiamo alla circolare del Ministero delle Finanze 23 dicembre 1997, n. 326, paragrafo 3.1, l’interpello conferma che detti soggetti “assumono la qualifica di sostituto d'imposta limitatamente ai redditi corrisposti da una loro stabile organizzazione o base fissa in Italia”.
In applicazione dei richiamati principi, l’Agenzia delle Entrate, nel caso sottopostogli, giunge alla conclusione che, stante l'assenza di stabile organizzazione in Italia, la citata società Spagnola, non rivestendo il ruolo di sostituto d'imposta, “non è tenuta ad applicare le ritenute sui corrispettivi erogati al proprio dipendente in Italia”.
Ove il personale dipendente assunto in Italia, invece, disponesse del potere di concludere contratti in nome della società interpellante, e di fatto lo esercitasse, si dovrebbe valutare se la società medesima disponga, nel territorio dello Stato, di una stabile organizzazione, anche in assenza di una struttura fissa.