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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Stalking della collega: licenziamento legittimo
15
apr
2020

Nell’ipotesi di licenziamento comminato dal datore di lavoro sulla base di condotte illecite extra-lavorative del lavoratore, non assume alcun rilievo ‘scriminante’ la valutazione circa l’effettiva potenzialità lesiva delle stesse nel rapporto di lavoro, se tali condotte sono intrinsecamente connotate da una gravità tale da ledere il vincolo fiduciario. In tal senso devono intendersi ricomprese le condotte che integrino gli estremi del reato di atti persecutori (stalking), previsto e punito dall’articolo 612 bis del codice penale.


Inoltre, a nulla rileva la circostanza che il contratto collettivo non annoveri tali condotte fra quelle sanzionate con il licenziamento per giusta causa.


La tipizzazione contenuta nella contrattazione collettiva non è vincolante ai fini dell’apprezzamento della giusta causa di recesso, rientrando il giudizio di gravità e proporzionalità della condotta nell’attività sussuntiva e valutativa del giudice, a condizione che siano valorizzati elementi concreti, di natura oggettiva e soggettiva, della fattispecie, coerenti con la scala valoriale del contratto collettivo, oltre che con i principi radicati nella coscienza sociale, idonei a ledere irreparabilmente il vincolo fiduciario.


Per tali motivi integra la giusta causa di recesso la condotta di stalking del lavoratore posta in essere nei confronti della collega.


(Corte di Cassazione, 28 gennaio 2020, n. 1890)