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POSTATO DA Arlati Ghislandi
T.F.R. – Inapplicazione del limite del quinto
21
feb
2020

Non trova applicazione il limite del quinto alla cessione del trattamento di fine rapporto (TFR) dei lavoratori subordinati, non essendo tale elemento della retribuzione un credito avente carattere strettamente personale.

 

La legge stabilisce che il TFR può essere ceduto oltre il limite del quinto (articolo 52, comma 2 del D.P.R. 5 gennaio 1950, n. 180). Pertanto, la regola della libera cedibilità dei crediti – salvo trattasi di crediti avente carattere strettamente personale e che il trasferimento non sia espressamente vietato dalla legge – opera con riferimento alla cessione del credito per TFR (articolo 1260 del codice civile). 

 

Infatti, nell’ordinamento non vige alcun divieto circa il trasferimento di detto credito e, inoltre lo stesso, per giurisprudenza consolidata, non ha natura strettamente personale, non essendo volto ‘al diretto soddisfacimento di un interesse fisico o morale della persona’.

 

La qualificazione del TFR come credito strettamente personale non può discendere neppure dalla sua eventuale funzione alimentare (il credito alimentare non è cedibile), avendo lo stesso TFR natura di retribuzione differita e assolvendo ad una funzione latamente previdenziale (nell’ipotesi in cui il lavoratore abbia optato per la devoluzione dello stesso ad una forma di previdenza complementare).

 

Corte di Cassazione, sentenza 17 febbraio 2020, n. 3913