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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Tardiva contestazione dell’addebito – Applicata la tutela indennitaria ‘forte’ al licenziamento disciplinare illegittimo
31
lug
2018

Nell’ipotesi di licenziamento disciplinare adottato con ritardo notevole e ingiustificato rispetto all’inadempimento del lavoratore, è accordata la tutela indennitaria ‘forte’ di cui all’articolo 18, comma 5 della Legge 20 maggio 1970, n. 300.

 

Con ordinanza 20 luglio 2018, n. 19343, la Corte di Cassazione ha confermato l’orientamento recentemente espresso dalle Sezioni Unite con sentenza 27 dicembre 2017, n. 30985, secondo il quale in materia di licenziamento disciplinare vale il seguente principio di diritto: ‘la dichiarazione giudiziale di risoluzione del licenziamento disciplinare conseguente all’accertamento di un ritardo notevole e non giustificato della contestazione dell’addebito posto a base dello stesso provvedimento di recesso, ricadente ratione temporis nella disciplina dell’articolo 18 della Legge 20 maggio 1970, n. 300, (…) comporta l’applicazione della sanzione dell’indennità come prevista dal quinto comma dello stesso articolo 18 della Legge 20 maggio 1970, n. 300’.

 

Dunque, quando ‘sia accertata la sussistenza dell’illecito disciplinare posto a base del licenziamento, ma questo non sia stato preceduto da una tempestiva contestazione’, non può trovare applicazione la tutela reintegratoria di cui all’articolo 18, comma 4 della citata Legge 20 maggio 1970, n. 300, in forza del quale il giudice condannerebbe il datore di lavoro a reintegrare il lavoratore nonché al pagamento di un’indennità risarcitoria non superiore a dodici mensilità della retribuzione globale di fatto.

 

La Suprema Corte ha infatti stabilito che in tali casi deve essere accordata la tutela indennitaria ‘forte’ di cui all’articolo 18, comma 5 della citata legge, per effetto del quale il datore di lavoro è condannato al solo pagamento dell’indennità risarcitoria omnicomprensiva, determinata tra un minimo di dodici e un massimo di ventiquattro mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto.

 

La tutela indennitaria ‘debole’, che prevede, ai sensi dell’articolo 18, comma 6 della più volte richiamata Legge 20 maggio 1970, n. 300, la condanna del datore di lavoro al pagamento di un’indennità risarcitoria compresa tra sei e dodici mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto, non può trovare applicazione nell’ipotesi in esame in quanto non è semplicemente violata una regola procedimentale; infatti, la tardiva contestazione dell’addebito determina ‘l’affievolimento della garanzia di una effettiva difesa del dipendente incolpato e la violazione degli obblighi di correttezza e buona fede del datore di lavoro e della interpretazione secondo buona fede della volontà delle parti nell’attuazione del rapporto di lavoro’.

 

La Suprema Corte ha infine precisato che la tutela indennitaria ‘debole’ può essere applicata solo quando il datore di lavoro vìoli una norma avente carattere meramente procedimentale, come nell’ipotesi in cui sia disattesa la disciplina stabilita dal contratto collettivo di lavoro (o dalla legge) che preveda un termine specifico per la contestazione dell’addebito disciplinare.