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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Trasformazione unilaterale dell’orario di lavoro: rischi per il datore
19
mar
2018

Con recente sentenza della Corte di Cassazione è stato riconosciuto il diritto avanzato da un lavoratore ad ottenere le differenze retributive derivanti da trasformazioni a tempo parziale di un rapporto di lavoro a tempo pieno non formalizzate dal datore di lavoro.

La sentenza 19 gennaio 2018, n. 1375 accoglie le istanze del lavoratore che, in assenza di un accordo scritto con il datore di lavoro, ha svolto per periodi individuati, e in deroga al contratto individuale di lavoro, la propria attività di lavoro a tempo parziale anziché a tempo pieno.

La Suprema Corte ha ritenuto fondata la richiesta del lavoratore relativamente alle retribuzioni per le prestazioni non effettuate. Infatti, la trasformazione del rapporto da tempo pieno a tempo parziale – così come la trasformazione da tempo parziale a tempo pieno - non può essere stabilita unilateralmente dalle parti.

In via generale, il datore di lavoro può rifiutare la prestazione del lavoratore quando possa provare l’impossibilità di ricevere la prestazione per sopravvenuta per forza maggiore.

Giusto quanto sopra, è possibile, con le opportune cautele, che il datore di lavoro affronti situazioni contingenti critiche per l’azienda rimodulando l’orario di lavoro dei propri lavoratori, a condizione che raggiunga in tal senso un accordo individuale con ciascuno di essi.