18 aprile 2018 - Interpelli Agenzia delle Entrate: aggiornati gli indirizzi per l'invio16 aprile 2018 - Disponibili via web i modelli precompilati dell'Agenzia delle Entrate09 aprile 2018 - Rapporto biennale parità uomo - donna: scadenza il 30 aprile 06 aprile 2018 - Fissate le prestazioni economiche 2018 di malattia, maternità e tubercolosi05 aprile 2018 - Pensioni - l'INPS chiarisce i nuovi requisiti di accesso29 marzo 2018 - Linee di indirizzo triennali dell’azione in materia di politiche attive: pubblicato il decreto in GU22 marzo 2018 - Imprese sequestrate e confiscate: approvato il decreto sulla tutela del lavoro21 marzo 2018 - Ministero del Lavoro: ufficiali i dati sul deposito telematico degli accordi sui premi di produttività15 marzo 2018 - Consegna delle CU ai dipendenti entro il 31 marzo07 marzo 2018 - Entro il 7 marzo invio delle certificazioni uniche

POSTATO DA Arlati Ghislandi
Vietato il controllo massivo e la conservazione non selettiva di e-mail dei lavoratori
03
apr
2018

Con provvedimento 1° febbraio 2018, n. 53, il Garante ha sancito il divieto per il datore di lavoro di effettuare un controllo massivo sui messaggi di posta elettronica scambiati tra lavoratori e di conservare per una durata eccessiva tali dati. Il Garante ha rilevato l’illiceità del trattamento, evidenziando le violazioni di seguito elencate:

1)    mancata informazione dei lavoratori con riguardo alle caratteristiche essenziali del trattamento, ivi comprese le operazioni che gli amministratori di sistema possono effettuare;

2)    conservazione estesa e sistematica dei dati per un tempo indeterminato, e protratto anche successivamente alla risoluzione del rapporto di lavoro, in palese violazione dei principi di liceità, necessità e proporzionalità. Come anticipato, tale modalità di conservazione configura peraltro una forma di controllo dei lavoratori in violazione del vigente articolo 4 della Legge 20 maggio 1970, n. 300, poiché consente al datore di lavoro di effettuare verifiche massive, prolungate e indiscriminate. Il Garante ha precisato che nel caso in esame l’attività di controllo dell’esatto adempimento della prestazione lavorativa e dell’uso corretto degli strumenti di lavoro non è risultato in alcun modo bilanciato con l’obbligo di garantire in ogni caso la libertà e la dignità dei lavoratori;

3)    ingiustificatezza della raccolta di ogni e-mail del lavoratore in previsione di eventuali contenziosi. Infatti, la conservazione dei dati è ammessa solo con riferimento a contenziosi in atto o a situazioni pre-contenziose;

4)    alla cessazione del rapporto di lavoro, la casella di posta elettronica del lavoratore deve essere disattivata e rimossa e non è consentito l’accesso a detta casella in un tempo successivo alla risoluzione del rapporto di lavoro.