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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Violazione del Protocollo in materia di salute e sicurezza - Condotta antisindacale
03
set
2020

Le disposizioni del Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus negli ambienti di lavoro hanno carattere vincolante e la violazione o la mancata attuazione di dette misure da parte del datore di lavoro, oltre che esporlo a responsabilità sia di natura civilistica che penalistica, costituisce altresì condotta antisindacale.

 

In tal senso, con sentenza 2 luglio 2020, n. 2571, si è espresso il Tribunale di Treviso che ha riconosciuto il carattere vincolante del Protocollo 14 marzo 2020 (attualmente sostituito ed integrato dal Protocollo 24 aprile 2020), le cui disposizioni costituiscono quindi parametro di giudizio di antisindacalità della condotta, ove questa non si sia conformata alle misure previste dal Protocollo.

 

Infatti, il Protocollo, pur avendo – apparentemente – solo natura pattizia, è stato adottato sulla scorta di una raccomandazione di fonte regolamentare – il D.P.C.M. 11 marzo 2020 – e degli inviti istituzionali delle più alte cariche dello Stato, al fine di fronteggiare una situazione d’emergenza nazionale. Inoltre, il D.P.C.M. 11 marzo 2020 è attuativo dell’articolo 3 del D.L. 23 febbraio 2020, n. 6, pertanto, anche sotto il profilo delle fonti del diritto, non può dubitarsi dell’efficacia vincolante del Protocollo che, seppur in forza di un meccanismo giuridico complesso, è stato elevato a fonte normativa.

 

In particolare, l’articolo 13 del Protocollo 14 marzo 2020 – disposizione trasposta nel paragrafo 13 del Protocollo del 24 aprile 2020  – dispone che deve essere ‘costituito in azienda un Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del Protocollo di regolamentazione con la partecipazione delle rappresentanze sindacali aziendali e del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza’.

 

Pertanto, ‘la costituzione del comitato deve avvenire nella specifica realtà territoriale ed ambientale ove il lavoro dell’azienda è svolto’.

 

Il mancato riconoscimento delle Rappresentanza Sindacali Aziendali (RSA) e del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) quali componenti del Comitato aziendale ‘per l’applicazione e la verifica delle regole del Protocollo’, configura quindi una condotta che lede le prerogative sindacali, così come specificamente previste e conformate dalla normativa.

 

(Tribunale di Treviso, sentenza 2 luglio 2020, n. 2571)