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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Welfare aziendale – Rimborso di spese sostenute per i familiari affetti da disturbi dell’apprendimento
06
mar
2020

I rimborsi erogati dal datore di lavoro al lavoratore per le spese da quest’ultimo sostenute per l’acquisto o l’uso di strumenti compensativi in favore di familiari affetti da disturbo specifico dell’apprendimento possono rappresentare forme di welfare aziendale e non essere sottoposte a prelievo contributivo né a tassazione.

 

Durante il convegno ‘Telefisco 2020’, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che non concorrono a formare reddito da lavoro dipendente i rimborsi effettuati dal datore di lavoro a beneficio della generalità o di categorie di lavoratori di spese da questi sostenute in favore dei propri familiari affetti da un disturbo specifico dell’apprendimento in ambito scolastico di cui alla Legge 8 ottobre 2010, n. 170.

 

Le finalità perseguite dalla Legge 8 ottobre 2010, n. 170 sono infatti riconducibili all’ambito di applicazione della disciplina dettata dall’articolo 51, comma 2, lettera f-bis) del TUIR, in forza del quale non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente le somme, i servizi e le prestazioni erogati dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti per la fruizione, da parte dei familiari indicati nell’articolo 12 del TUIR, di:

-        servizi di educazione e istruzione (anche in età prescolare), ivi compresi i servizi integrativi e di mensa ad essi connessi;

-        ludoteche, centri estivi e invernali;

-        borse di studio a favore dei medesimi familiari.

 

Pertanto, non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente i rimborsi effettuati dal datore di lavoro a fronte:

-        dell’acquisto di strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le tecnologie informatiche necessari all’apprendimento (articolo 5, comma 2, lettera b), Legge 8 ottobre 2010, n. 170);

 

-        dell’uso di strumenti compensativi che favoriscano la comunicazione verbale e che assicurino ritmi graduali di apprendimento per l’insegnamento delle lingue straniere (articolo 5, comma 2, lettera c), Legge 8 ottobre 2010, n. 170).